Saranno famose: le auto storiche del futuro

Le auto storiche possono rappresentare un ottimo investimento, se si è in grado di guardare al futuro, e capire quali modelli diventeranno di interesse storico e collezionistico.

Le auto che diventeranno d’epoca storiche da tenere d’occhio

Superati i trent’anni, un’automobile diviene di interesse storico. Non è così per tutte, e soprattutto non per tutte le versioni dello stesso modello. Gli appassionati sanno bene che edizioni limitate, o versioni particolarmente potenti e costose condizionano di per sé il valore di un’auto. Soprattutto in vista di una rivalutazione in quanto veicolo di interesse storico. Tuttavia esiste una gran varietà di esemplari che al momento del lancio non erano considerati esclusivi, ma che con gli anni stanno facendo crescere l’interesse dei collezionisti. Abbiamo stilato una lista di modelli su cui puntare per chi vuole portarsi a casa un’auto che fra qualche anno diventerà un’auto storica nel futuro.

Auto storica del futuro #1 – Golf VR6 e R32

La terza serie della Volkswagen Golf rappresenta il primo vero punto di svolta nella storia dell’antesignana delle hatchback. Nonché tra le due volumi più vendute di sempre. Rispetto alla prima e seconda infatti, il look della terza serie rompe col passato, e guarda al futuro con linee finalmente morbide e armoniose. Una discontinuità con l’essenzialità pragmatica di angoli e spigoli vivi dal sapore rigorosamente teutonico già visti sulle versioni del 1974 e del 1983. Uscita nel 1991, e premiata come Auto dell’Anno 1992, la Golf III presenta un telaio evoluto rispetto alle due versioni precedenti. Addirittura è ora in grado di ospitare un motore a sei cilindri. A Wolfsburg dotano così la Golf III del rivoluzionario motore VR6, caratterizzato da bancate strette (inclinate di quindici gradi) in grado di rendere l’unità estremamente compatta. Con una cilindrata di 2,8 litri per una potenza complessiva di 174 cavalli, la Golf VR6 raggiungeva i 225 km/h, ed era in grado di coprire lo scatto da zero a cento in 7,6 secondi. Con la quarta serie il sei cilindri si evolve, per arrivare a sviluppare 241 cavalli, raggiungendo i cento orari in 6,6 secondi e una velocità massima di 247 km/h. Viene installato sulla Golf R32, che presenta altre chicche tecnologiche come il primo cambio a doppia frizione DSG (a listino dal 2003), trazione integrale 4Motion e frizione Haldex. Per la R32 lo status di auto storica non è prossimo. Se ne parlerà tra molti anni, ma l’esiguo numero di esemplari prodotti e le caratteristiche tecniche d’eccellenza faranno crescere valore e interesse. La VR6 invece ha già le carte in regola per poter diventare a breve una vettura di sicuro interesse storico e collezionistico.

Auto storica del futuro #2 – Peugeot 406 Coupé

Una vera instant classic che ama trasmettere il suo stile con innata pacatezza. Uno straordinario esempio di collaborazione tra la scuola italiana e quella francese. Stiamo parlando della Peugeot 406 coupé, carrozzata e prodotta da Pininfarina per Peugeot. Uscita in pre-serie nel 1996, la versione due porte della 406 viene chiamata a sostituire la 405. Poi è chiamata a replicare il fascino del passato vissuto con la 404 coupé e la 504 coupé. Prodotta in serie dal 1997 al 2004, la vettura era venduta con motorizzazioni benzina e successivamente anche diesel, per un totale di 107638 esemplari in tutta la sua carriera. Di questi, circa 33000 erano equipaggiati col V6 a 60 gradi, modello su cui puntare per una futura rivalutazione. Ciò grazie anche agli allestimenti completi che facevano lievitare il prezzo di acquisto a 66 milioni di lire nel 1997. Auto che di certo farà la felicità di quei collezionisti che sanno guardare lontano e aspettare. Adesso una versione V6 si trova ancora a prezzi decisamente contenuti.

La #3 – Fiat Coupé 20v Turbo

La piccola coupé del Lingotto è un instant classic. Chi già la possiede cerca inevitabilmente di tenersela stretta.
Uscita sul mercato nel 1994 e disegnata dal californiano Chris Bangle, venne prodotta in circa 70000 esemplari. Inizialmente equipaggiata con il due litri aspirato bialbero Fiat da 142 cavalli, la Fiat coupé adotta ben presto il cinque cilindri 20 valvole sovralimentato da 220 cavalli. La versione turbo è sicuramente quella su cui puntare, pensando in ottica auto storica. Il 5 cilindri derivato dalla lancia K era in grado di spingere la piccola Fiat fino a oltre 250 km/h, facendo di lei al momento del lancio la più veloce due litri al mondo, tra le auto prodotte in serie.

La #4 – Honda S2000

Un Aspirato da 120 cavalli al litro che porta senza troppe remore il contagiri oltre quota 9000? No, non stiamo parlando di una moto. Bensì del leggendario VTEC da 240 cavalli attorno al quale Honda ha cucito l’instant classic per eccellenza, la S2000. Uscì sul mercato nel 1998 per celebrare il cinquantenario Honda. La piccola e cattivissima spider giapponese si presenta con telaio in alluminio, trazione posteriore (ci mancherebbe), differenziale autobloccante, differenziale autobloccante, e il sopra citato gioiello a 4 cilindri sotto il cofano. Un’auto tutta da guidare, che richiede perizia ed estrema sensibilità da parte del pilota. Soprattutto nella prima versione, in cui lo sterzo appariva forse poco comunicativo (problema risolto dalla seconda serie), in grado di regalare prestazioni e divertimento davvero fuori dal comune. Un’auto che in quanto piacere di guida non ha ancora oggi molte rivali, nella sua categoria, a meno che non siate pronti a staccare un corposo assegno per sportive dalle cilindrate e costi nettamente superiori. Un’auto, soprattutto, in continua valutazione, su cui puntare a occhi chiusi per chi vuole mettersi in garage la futura storica per eccellenza.

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