I carrozzieri che hanno fatto la storia: Vignale

Alfredo Vignale fonda la propria Carrozzeria, con sede a Torino in via Cigliano, nel 1946. Trentatreenne, è già un esperto battilastra, provenendo da una lunga esperienza lavorativa presso gli Stabilimenti Farina, i cui austeri stilemi si possono ritrovare, in filigrana, sulle due prime realizzazioni della Vignale: una Fiat 500 Topolino berlinetta due porte ed una Fiat 1100 B cabriolet, entrambe del 1947 ed entrambe concepite da Alfredo stesso. Sono due realizzazioni di successo che si distinguono anche nei concorsi d’eleganza, la 1100 vince infatti il secondo premio al Parco Reale di Torino nel 1948.

Giovanni Michelotti e la Ferrari

Nel 1949 ha luogo quel sodalizio con Giovanni Michelotti, amico fraterno fin dai tempi della comune appartenenza agli Stabilimenti Farina, che diventa il maggiore ‘fornitore’ di stile per la Vignale. Di quel periodo sono le tante Ferrari, non ancora auto di serie e non ancora vincolate alla Pinin Farina, che iniziavano a dominare le più importanti corse su strada.
Da ricordare, al proposito, il primo e secondo posto di Piero Taruffi/Luigi Chinetti ed Alberto Ascari/Luigi Villoresi alla Carrera Panamericana 1951 su Ferrari 212 Inter e le vittorie alla Mille Miglia di Luigi Villoresi/Pasquale Cassani nello stesso 1951 su Ferrari 340 coupé. Nonché quelle di Giovanni Bracco/Alfonso Rolfo nel 1952 su Ferrari 250 coupé e di Giannino Marzotto/Marco Crosara nel 1953 su Ferrari 340 spider.

Fiat, Lancia, Triumph

Cessata questa fruttuosa collaborazione con il Cavallino, la Vignale intraprende la costruzione in piccola serie di vetture aventi, principalmente, meccanica Fiat, Lancia e Maserati. Della casa di Mirafiori sono rimaste nel cuore di tutti le piccole sportive su meccanica 600 D prima ed 850 poi, mentre con meccanica Lancia, Michelotti sfornò quel capolavoro che risponde al nome di Appia Convertibile nel 1956. Giusto in tempo per inaugurare lo stile della nuova calandra Lancia adottata poi anche dalla Flaminia e, poco modificata, dalla Flavia.
Un modello di cui Michelotti, per l’ultima volta prima di mettersi in proprio, curò per Vignale la versione convertibile nel 1962. Ma mi sono accorto di avere trascurato una creazione molto importante dello stesso duo: mi riferisco alla Triumph Italia, un coupé bellissimo allestito, per iniziativa dell’importatore Salvatore Ruffino di Napoli. Allestito su meccanica TR3 e presentato nel 1959 fu prodotto in soli 329 esemplari oggi ricercatissimi.

È l’ora della Maserati

A questo punto siamo ormai in ‘zona Maserati’ poiché è con questa Casa che Vignale produce le sue vetture di serie più prestigiose. L’avventura inizia nel 1961 con la Sebring di Michelotti, prosegue con la grossa Mexico del 1965 e si conclude nel 1969 con la Indy, ambedue disegnate da Virginio Vairo, il nuovo direttore dello stile.
E, rimanendo nel settore auto in vendita, non si può sorvolare sulla Fiat 500 Gamine del 1967. Disegnata da Vignale stesso, risulta una delle più riuscite realizzazioni del filone ‘revival’ nato in quel periodo; ebbe un notevole successo e, fino al 1971 fu costruita in circa trecento esemplari.

Gli esemplari unici

Ma l’attività della Vignale, fin dall’inizio, fu estremamente proficua anche nell’ambito dei prototipi di stile e degli esemplari unici per facoltosi clienti. Del primo filone desidero segnalare per la loro spiccata originalità la Fiat 8V ‘Demon Rouge’ del 1955, la Fiat 600 coupé ‘Rendez Vous’ del 1955, le Fiat 1100 ‘Desirée’ e ‘Printemps’ del 1955 e 56. A queste si aggiungono la Lancia Aurelia ‘Raggio Azzurro’ del 1958, la Fiat 1500 spider ‘Glenn’ del 1963 e, meno estrosa, la Matra M530A del 1968.
Del secondo filone non è possibile invece ignorare la clamorosa Rolls-Royce Silver Wraith con guida a sinistra, che Michelotti disegnò nel 1955 per un industriale americano.

La Ford è la destinazione finale

Alfredo Vignale muore nel 1969 e poco dopo la sua Carrozzeria viene inglobata nella Ghia, già controllata, in quel periodo, dalla Ford per il tramite di Alejandro De Tomaso. La Vignale proseguì quindi come assemblatrice delle Maserati Indy e Ghibli, nonché di qualche De Tomaso Pantera, attività che le permise di sopravvivere fino al 30 novembre 1974.
Oggi il logo ‘Vignale’ contraddistingue le versioni più lussuose dei modelli Ford.

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