Quelli che ci mettono le mani: Carrozzeria-autofficina 2000

Per la Carrozzeria Autofficina 2000 tutto ha inizio nel 1972, quando un giovane Moreno Sedanetti decide di aprire una nuova carrozzeria in S. Croce sull’Arno, una zona conciaria in forte espansione, rivolgendosi a tutte le tipologie di clientela. Infatti in carrozzeria si riparavano e si riparano tutt’oggi, sia l’utilitaria che tante auto importanti e di lusso. Con gli Carrozzeria Autofficina 2000 si è poi evoluta, utilizzando sempre attrezzature all’avanguardia, per soddisfare qualsiasi esigenza del cliente, sia di carrozzeria che di meccanica.

L’intervista

Lorenzo Paciscopi: Moreno, raccontaci com’è nata la tua attività di carrozziere.
Moreno Sedanetti: La mia primissima attività è stata quella di dipendente presso una carrozzeria, in cui mi ricordo ebbi l’opportunità di lavorare anche su auto molto importanti come Ferrari, Maserati, Alfa Romeo. Fu senz’altro quell’esperienza a indicarmi quello che avrei voluto fare in futuro. Infatti la decisione di mettermi in proprio la presi subito dopo il militare, era il 1972 ed avevo 21 anni. Feci un grosso sforzo economico – un debito per esser chiari – per mettermi in proprio ed avere una carrozzeria all’avanguardia, con le migliori tecnologie a disposizione, visto che credevo fermamente nell’importanza di proporre un lavoro di qualità. Non a caso la mia carrozzeria era una delle poche con forno di essiccazione, il banco dime e tutto quello che era necessario anche per distinguermi dalle altre.

LP: Ti mettesti molto in gioco, come andò?

MS: Direi bene, altrimenti non sarei qui. Ti dico solo che il successo, la fiducia conquistata della clientela mi dettero talmente ragione che dopo due anni con la Carrozzeria Autofficina 2000 avevo ripagato il debito!

LP: Oggi la tua officina-carrozzeria è piena di auto storiche una più bella dell’altra. Quando decidesti di dedicarti anche al restauro di queste tipologie di auto? Come sei arrivato a questa decisione?

MS: La carrozzeria l’ho aperta nel 1972, ma da sempre, oltre che alla normale attività di riparatore per auto normali, ho sempre avuto passione anche per le auto storiche e avrei voluto lavorarci fin da quando ero dipendente. Quindi, poco dopo essermi messo per conto mio, ho deciso di cominciare. Comprai nel 1974 una Appia prima serie da un mio cliente che l’aveva abbandonata in un campo. Era una macchina del ‘55, aveva già 20 anni circa, ma a me piaceva fin da ragazzo. Decisi che l’avrei restaurata e che sarei partito proprio da quella Appia per fare una prima esperienza in tal senso, ed imparare le differenze tra il ripristino di un’auto contemporanea e quello di una con molti anni e acciacchi sulle spalle.

LP: E l’esperienza ti piacque?

MS: Moltissimo! Appresi le prime nozioni di un restauro completo, in modo da poter offrire un servizio all’altezza delle aspettative dei miei clienti. Capii anche che potevo affiancare questa attività a quella di carrozziere classico. Infatti non ho più smesso di restaurare e nel tempo anzi le auto d’epoca hanno pian piano “preso il sopravvento” sulle altre.

LP: Immagino che riportare all’antico splendore queste bellezze sia una bella soddisfazione.

MS: A me questo lavoro piace a 360 gradi – auto nuove e storiche – ma ho deciso di specializzarmi nel restauro, perché queste auto hanno un sapore diverso, una bellezza particolare. Le forme di un’auto degli anni ‘50, ‘60, ‘70 non invecchiano mai, al contrario delle auto moderne.

LP: Hai ragione, anche secondo me la carrozzeria di un’auto di quegli anni lì ha delle forme pure ed essenziali che richiamano quelle di una statua greca! Ma mi dicevi anche dell’altra tua passione..

MS: Si, le auto da rally! Mi piaceva preparare anche le macchine da corsa e ho corso anch’io dal 1976 fino alla nascita del mio secondo figlio nel 1980. L’ultima licenza per correre rally è di quell’anno.

LP: Ho visto che hai ancora qualche auto preparata però!

MS: È vero ho una BMW 2000 Tii con cui faccio cronoscalate per auto storiche. Era di un signore di Firenze, me la vendette la moglie dopo che venne a mancare ed io la restaurai e gli feci l’allestimento per le cronoscalate che ogni tanto mi diverto a fare.

LP: Senti Moreno, tornando al restauro, cosa vuol dire secondo te oggi restaurare?

MS: Restaurare per me, oggi come ieri, vuol dire metterci la passione, l’impegno ed utilizzare sempre il massimo delle attrezzature e della tecnologia possibili. Io lavoro da sempre così! E solo così si riesce a riportare un’auto alle condizioni in cui era alla nascita, quando è uscita di fabbrica, rispettando quindi l’originalità del progetto, delle parti, delle modalità con cui queste parti sono state assemblate. Purtroppo capitano spesso auto che sono state restaurate negli anni in maniera scorretta. Spesso a partire dagli anni ’80, quando la maggior parte delle auto non valevano quanto oggi e tanti restauri erano “al risparmio”, con parti non originali o sbagliate e tanto uso di stucco, per non ricostruire le lamiere rovinate.

LP: Restauri del genere sono sempre progetti ambiziosi, delle sfide per un restauratore!

MS: Ogni auto è una sfida. Tanto più difficile quanto più l’auto è “anziana” o rara, perché possono mancare i riferimenti per avere la certezza del rispetto dell’originalità. Servono l’esperienza e tutta la documentazione storica possibile – manuali, foto, libri dedicati al restauro, vecchi articoli di giornali dell’epoca – per ricercare l’originalità dei materiali, e cercare di ripristinare in maniera fedele anche i più piccoli particolari.

LP: Ed i particolari sono importanti per un restauro corretto!

MS: Certo! Anche le viti hanno la loro importanza. Quelle zincate vanno zincate, quelle brunite vanno brunite, quelle non originali vanno sostituite. Ma tutte queste informazioni bisogna averle o procurarsele, ed è fondamentale preparare sempre a tavolino un restauro. E questo è quello che nella Carrozzeria Autofficina 2000 facciamo!

LP: Insomma un lavoro lungo e complesso! Ma oltre le difficoltà immagino avrete anche delle belle soddisfazioni!

MP: Certamente! Quando finalmente l’auto è finita, la carrozzeria, la tappezzeria, la verniciatura, spesso riguardiamo le foto di quando è arrivata in officina, ed ogni volta non ci si crede! E poi andare a provare l’auto per controllare se tiene bene la strada, se l’assetto è giusto, se le guarnizioni tengono all’acqua e vedere che “tutto torna” riempie sempre di orgoglio! L’ho sempre sostenuto e sempre lo sosterrò che la qualità premia per ogni sforzo. Arrivare alla fine e vedere il sorriso, o addirittura l’emozione del cliente, ti fanno capire di aver vinto quella sfida. E noi ci riusciamo sempre.

LP: Grazie Moreno, non mi rimane che farti i complimenti ed augurarti buon lavoro!

MS: E di che? Per me è un piacere parlare del mio lavoro!

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