Le auto d’epoca che hanno fatto la storia del cinema

Auto d’epoca e storia del cinema sembrano formare una coppia indissolubile sin dalla loro nascita. Sono coetanei. Ed entrambi affascinano per emozioni, tecnologia, e la capacità di far sognare. Scopriamo insieme alcune tra le più iconiche auto storiche mai impresse su pellicola 35 millimetri.

L’auto d’epoca #1 Volkswagen Beetle

Il Maggiolino Tutto Matto, pellicola datata 1968, porta alla ribalta una Volkswagen Beetle del 1963 di nome Herbie. Non si trattava di un comunissimo Maggiolino, ma di una pepata e capricciosa versione da corsa dell’auto d’epoca più popolare di tutti i tempi. Con tanto di strisce rosse bianche e blu, l’iconico numero di gara 53 era capace di provare e manifestare emozioni proprie.

Curiosità: Entrato in produzione nel 1938 per volere di Adolf Hitler, il VW Beetle è stato prodotto in Messico (dopo lo stop alla produzione tedesca nel 1978 in concomitanza con l’avvento della prima Golf) fino al luglio del 2019, facendo registrare un totale di 21,5 milioni di unità vendute.

Auto d’epoca #2 Lotus Esprit S1

Protagonista di La spia che mi amava, decimo capitolo della saga cinematografica di James Bond, la Lotus Esprit S1 Protagonista del grande schermo era in parte auto e in parte sottomarino. Naturalmente il film è stato girato con due veicoli diversi, una normale macchina pronta per la strada, e altra un’unità creata appositamente per le scene subacquee. Di lei si è innamorato nientemeno che il fondatore di Tesla e SpaceX, Elon Musk. Ha acquistato il veicolo sommergibile originale del film con l’intenzione di volerlo ripristinare totalmente per utilizzarlo come sottomarino funzionante. Carrozzata da Giugiaro, la S1 nasceva da un telaio a trave centrale rivestito da carrozzeria in composito (vetroresina). Il motore, montato in posizione centrale posteriore, era il due litri a quattro cilindri che equipaggiava anche la Elite, capace di spingere la Esprite a oltre 210 km/h grazie ai 160 cavalli di potenza.

Ferrari 250 GT SWB California Spyder nella storia del cinema

Una pazza giornata di vacanza (titolo originale Ferris Bueller’s Day Off) porta in scena quella che da molti è considerata una delle Ferrari più belle di sempre. Stiamo parlando della Ferrari 250 GT SWB California Spyder, prodotta nel 1962 in soli 37 esemplari. Fu battuta all’asta di Pebble Beach nel 2015 per 16.830.000 dollari.
La SWB era spinta dal leggendario 12 cilindri monoalbero di maranello che con una cubatura di 2953 cc sviluppava la ragguardevole potenza, per l’epoca, di ben 280 cavalli vapore. Il cuore pulsante di Maranello era alimentato da tre carburatori Weber doppio corpo, e la trasmissione era affidata a un cambio a quattro marce. La frenata era affidata a quattro freni a disco con comando idraulico. Come con tutte le altre vetture stradali, la progettazione della California Spyder si basava sull’esperienza acquisita dalla Scuderia nei Gran Premi. Con la sua straordinaria carrozzeria disegnata da Pininfarina e magistralmente realizzata da Scaglietti. L’auto rappresenta una delle migliori collaborazioni tra progettisti e batti lamiera dell’auto d’epoca di tutti i tempi.

Aston Martin DB5 – un’auto d’epoca top

L’Aston Martin DB5 del 1964 avrebbe potuto diventare una instant classic di per sé, grazie alle sue linee senza tempo che ne fanno una vera e propria opera d’arte su quattro ruote. Ma da quando è apparsa al fianco di James Bond nel film Goldfinger, la macchina è diventata un’icona sullo schermo. Nel film sono stati utilizzati due esemplari di DB5. Uno equipaggiato con i gadget di Bond per le scene di azione e l’altro, in configurazione standard, per le scene di guida. Molte altre Aston Martin sarebbero poi apparse nei film di James Bond nei decenni successivi.
Prodotta dal 63 al 65, la DB5 carrozzata Touring montava un sei cilindri in linea interamente realizzato in lega di alluminio. Con due alberi a camme in testa, 3 carburatori e 4 litri di cubatura, l’auto sviluppava una potenza di 282 cavalli per una velocità massima di circa 240 km/h.

Auto d’epoca #5 – Alfa Romeo Duetto Spider

Quando Il Laureato (1968) venne presentato a New York 52 anni fa, un’intera generazione di giovani yankees scopre ed ama una bellezza sinuosa che avrebbe dominato i loro sogni e perseguitato le loro notti. Con tutto il rispetto per la signora Robinson (Anne Bancroft), la bellezza in questione è senza dubbio l’Alfa Romeo Duetto Spider che Benjamin Braddock (Dustin Hoffman) riceve come regalo di laurea. Il Duetto (nomignolo scelto agli inizi della produzione poi abbandonato per problemi di copyright) carrozzato da Pininfarina si presentava come spider due più due. Inoltre aveva un frontale dal profilo affusolato, fari ricoperti da elementi in plexiglass e la leggendaria coda a osso di seppia.

I dati della Spider

Prodotta dal 1966 al 1994 in quattro serie differenti, la spider più iconica di Arese montava nel film il leggendario Bialbero nella cubatura iniziale di 1,6 litri. Si vendeva negli States a un prezzo di circa 4000 dollari. Cifre riportate in dollari non a caso, dato che il Duetto immortalato al fianco (o per meglio dire, sotto) di Dustin Hoffman contribuì in maniera determinante al successo commerciale di Alfa Romeo negli States. Si registrarono oltre 40.000 esemplari venduti e divenne vera e propria icona per intere generazioni di giovani americani rampanti.

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