Porsche Type 64

Anche se Porsche divenne una casa automobilistica a pieno titolo alla fine degli anni ’40, la storia di Ferdinand Porsche risale ai primi anni ’30. Dopo aver fondato la propria azienda di consulenza e sviluppo veicoli nel 1931, Porsche iniziò a progettare un’auto di medie dimensioni per la Casa tedesca Wanderer. Gli anni successivi videro Porsche sviluppare le monoposto da competizione Auto Union. Nel 1934, fu incaricato di progettare una “macchina del popolo” basata sul veicolo Tipo 12 creato per Zundapp. Quella che doveva essere l’auto della gente, era l’iconico Maggiolino Volkswagen.

Dove inizia la storia

È qui che inizia la storia della Type 64, un’evoluzione della Type 114, a sua volta una variante sportiva del Maggiolino. Progettata da Erwin Komenda e Karl Froelich, la Type 64 venne sviluppata nella galleria del vento dell’Università di Stoccarda da Josef Mickl. I tre austriaci erano con Porsche nello sviluppo delle Auto Union e del Maggiolino Volkswagen, per poi progettare insieme le successive Porsche 356 e 550. Il progetto Type 64 nasce per partecipare a una gara della lunghezza di 940 miglia da percorrere tra Berlino e Roma, ma di fatto mai disputata a causa dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Lo Stato Maggiore chiese alla Porsche di produrre tre auto basate sul Tipo 64. Solo un esemplare sopravvisse al conflitto, e venne venduto durante la guerra come l’auto personale di Ferdinand Porsche.

Esterni della Porsche Type

Il design della Type 64 è influenzato dal primo Maggiolino Volkswagen, ma ha una forma più elegante e più aerodinamica. Davanti si notano i fari rotondi del Maggiolino e un cofano anteriore piuttosto inclinato, ma più liscio e più basso rispetto a quello del Maggiolino. Il resto della parte anteriore è un pezzo unico senza paraurti, con parafanghi alti, una griglia ovale sotto il muso e il fondo piatto. Il parabrezza è diviso in due, mentre la sezione anteriore del tetto è notevolmente più alta. Soluzioni che favorivano la penetrazione aerodinamica alle alte velocità così come la caratteristica forma a goccia nella vista laterale. Le somiglianze con il Maggiolino continuano sui lati, ma quasi solo nella forma del tetto e dei finestrini. Le porte, sebbene altrettanto alte, hanno una forma diversa soprattutto nella linea di cintura, molto più alta nella Type64. Le ruote sono carenate per ottimizzare l’aerodinamica.
Per la sezione posteriore Porsche ha mantenuto il lunotto ovale del Maggiolino, anche se più piatto. Anche il cofano motore è in qualche modo simile al Maggiolino, ma ha un design più spartano. La Type 64 non ha fanali posteriori, solo una coppia di piccole luci rosse montate in basso sui parafanghi posteriori. La scocca è in lega di alluminio per ridurre il peso, contenuto in 610,5 kg. Questa vettura è stata progettata per le corse, con aerodinamica sofisticata e un peso piuma come armi principali. Inoltre, la Type 64 è la prima espressione dell’inconfondibile e iconico design Porsche. Molti degli spunti di stile di questa auto sono arrivati ​​alla 356, che a sua volta ha ispirato la 911 che è ancora in produzione dopo oltre 50 anni.

Interni

Gli interni sono spartani a dir poco. Qui troviamo solo un cruscotto con un tachimetro, tre manopole, un paio di sedili e pannelli delle porte in tessuto. Questo layout era molto familiare tra le auto economiche dell’epoca. I vani portaoggetti erano coperti da coperchi metallici imbullonati sul cruscotto, mentre i pavimenti erano coperti da sottili tappetini in gomma. Per quanto riguarda il bagagliaio, la maggior parte dello spazio a disposizione è occupato da un paio di ruote di scorta, fondamentali per le gare di durata dell’epoca, in cui guanti e forature erano all’ordine del giorno.

Meccanica della Porsche Type

Il telaio della Type 64 si basava in origine su una trave centrale stampata in acciaio. Lo sviluppo di Ferdinand Porsche ha portato all’adozione di una struttura tubolare a sezione rettangolare in duralluminio di derivazione aeronautica. Questa tecnica era piuttosto avanzata per l’epoca, al punto che anche le auto da corsa iniziarono ad adottarla solo dopo la seconda guerra mondiale. Il motore, preso in prestito inizialmente da Volkswagen e preparato con carburatori doppio corpo Solex, valvole maggiorate e rapporto di compressione più elevato, era un 4 cilindri da 985 cc. L’unità sviluppava 40 cavalli, ma complice il peso contenuto, la Type 64 poteva vantare un rapporto peso potenza di 65,5 cavalli per tonnellata. L’accelerazione 0-100 kmh avveniva in circa 10 secondi, con una velocità di punta che si attestava intorno ai 145 km/h. Nel 1949, il motore da 1 litro fu sostituito da un’unità con cubatura di 1,1 litri, per poter iscrivere la Type 64 alle corse di categoria superiore. Con questo motore, la vettura ha conquistato la vittoria di classe nella austriaca Alpenfahrt, una corsa di due giorni lunga 800 miglia. Nel 1952, il motore cresce ulteriormente per toccare la cilindrata di 1,3 litri, il che vale alla Type 64 un palmares ancora più ricco di vittorie nelle corse su strada.

La Type 64 all’asta

Per concludere questo breve excursus sulla prima Porsche della storia, riportiamo una piccola curiosità. Durante l’asta tenutasi al Monterey Car Week, l’unico esemplare di Type 64 presente è rimasto invenduto. Il motivo? di certo non lo scarso interesse del pubblico, ma una clamorosa serie di errori di pronuncia da parte degli offerenti che ha fatto schizzare il prezzo dell’auto ben oltre ogni suo probabile valore. L’asta è stata così annullata, e l’auto è rimasta incredibilmente invenduta.

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