L’appuntamento: Fiera Auto e Moto d’epoca Padova 2019

Si è chiusa, domenica 28 ottobre, la 36° edizione di Auto e Moto d’Epoca, organizzato da Intermeeting presso la Fiera di Padova. Per ora l’unico Evento del genere di respiro europeo che si tiene sul suolo italiano, con un nuovo record di oltre 130.000 visitatori. Un risultato eclatante soprattutto tenendo conto di un biglietto d’ingresso non tra i più economici.

Un biglietto però che dava accesso ad una immersione nella passione motoristica che ha ben pochi riscontri. Nei padiglioni della Mostra era infatti possibile imbattersi, e precisamente nello spazio del Club Porsche, in una scintillante 917 Kurz nella livrea Gulf Wyer. Con questa vinse i Campionati Mondiali Marche 1970 e ’71: una macchina cui è difficilissimo imbattersi anche assistendo agli eventi più esclusivi.

Situazioni nelle quali invece può accadere di vedere, mai però tutte insieme, qualcuna delle nove Ferrari Sport. Otto nello stand di ACI per l’esposizione “Le Rosse in abito da corsa” e l’altra in quello della “Leggenda di Bassano” esposte a Padova. In ogni caso una concentrazione di bellezza, prestigio e valore con pochissimi rivali.

Uno forse può essere rappresentato dallo stand Pagani, dove una completa esposizione dei loro prodotti di altissimo artigianato costituiva senz’altro qualcosa di accessibile, in concreto, solo ai super ricchi.

E i comuni mortali? A loro è stata offerta la possibilità di scegliere tra cinquemila automobili riunite nello stesso spazio. Pur molto ampio, era comunque setacciabile in una giornata ben spesa, durante la quale tutte le tasche potevano trovare qualcosa per appagare il proprio desiderio di diventare collezionisti, di aggiungere una piccola o grande gemma alla propria raccolta. Oppure per trovare finalmente quel ricambio, quel modellino o quella pubblicazione da tanto cercata.

I prezzi sono apparsi stabilmente calmierati rispetto agli eccessi di quattro/cinque anni fa. Sebbene sempre su livelli piuttosto elevati, con anche alcune sorprese come i 57.000 Euro ottenuti da una Lancia Appia Cabriolet Vignale del 1962, battuta all’Asta di Finarte il sabato. Mentre attorno al livello minimo di stima si sono attestate le altre aggiudicazioni. Nella stessa circostanza un autentico affare è stato concluso dall’anonimo compratore della “top price” del giorno. Una assolutamente magnifica Alfa Romeo 6C 2500 Cabriolet  Pinin Farina del 1947, un’auto da gran turismo per i miliardari dell’epoca. Però questa presenta l’incredibile peculiarità di avere corso negli anni della sua gioventù, tra le altre gare, la Mille Miglia nel 1949.

Considerando che, l’anno scorso, per lo stesso motivo è stata pagata attorno ai 300.000 Euro una Fiat 1400 berlina, mi pare di poter affermare che l’opportunità colta da questo collezionista di accaparrarsi un tale capolavoro per 639.060 Euro sia evidente.

Un’ultima notazione. Girando per i padiglioni la domenica pomeriggio per un ultimo giro di ripasso, con una certa malinconia nel cuore per l’altro anno che dovrà passare prima di riassaporare una tale inimitabile atmosfera, ho notato che i cartelli “venduta” sopra i veicoli non erano pochi. Dai discorsi correnti, a prezzi non da saldo. Una domanda allora sorge spontanea: come mai così pochi lotti, solo diciassette su cinquantacinque, sono stati venduti all’asta che ho citato? Forse sarebbe opportuno che le Case d’Asta, quando organizzano sessioni in Italia, comincino a pensare di limitare l’incidenza delle proprie commissioni.

È una mia opinione che può essere interpretata anche come un suggerimento, giudicate voi.

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